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Rubino

Il rubino è la più nobile varietà monocristallina dell’ ossido di alluminio (Al2O3), un minerale noto come corindone, fortemente allocromatico (vedi colore dei minerali) e unica sostanza naturale di durezza 9 nella Scala di Mohs. Si presenta di colore rosso vivace, dovuto a inclusioni di cromo, ma può assumere varie tonalità di questo colore, che vanno dal rosso più vivo, anche detto “sangue di piccione”, al rosato. Tipico di rocce metamorfiche generatesi per metamorfismo di contatto di sedimenti alluminiferi e di marmi dolomitici. Data l’elevata durezza, una delle giaciture tipiche è quella secondaria in depositi alluvionali. Le sue dimensioni solitamente non sono eccezionali e son molto legate alla trasparenza; per questo si ritengono eccezionali i rubini limpidi che superano i 10 carati. Sempre in base alla qualità, si utilizzano varie tipologie di taglio. Le migliori gemme sono solitamente tagliate “a faccette”, mentre al decrescere della trasparenza si passa alla forma di “cabochon”; questa modalità di taglio è, inoltre, la migliore per mettere in risalto, laddove presente, il fenomeno dell’asterismo. Il rubino, sia per la sua molto limitata produzione, che per la grande bellezza, è stato sempre contraffatto, utilizzando altri minerali come lo spinello (Rubino balascio), con varietà di granato come almandino e piropo (Rubino di Boemia), con lo zircone, con il topazio (Rubino del Brasile) e con la tormalina (Rubino di Siberia). Ultimamente molte analisi sono state eseguite sui gioielli antichi e uno dei più famosi errori fu riscontrato nei gioielli della corona britannica, con il “Rubino del principe nero” e il “Rubino del Timur”, entrambi riconosciuti come spinelli. Famosi sono i giacimenti presenti in Tanzania, Cina, Sri Lanka, Thailandia e Vietnam, tuttavia quelli ritenuti di massimo pregio provengono dalle miniere di Mogok in Birmania. In Italia si trovano piccoli cristalli di 1 mm o 2 mm sul Monte Terminillo.