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OROLOGI da PolsoLa vendita degli orologi da polso comincia sul finire dell'800, quando vennero introdotti nel mercato alcuni modelli, considerati prerogativa assoluta femminile...
L’orologio da polso è un oggetto oramai entrato nelle abitudini quotidiane della maggior parte della popolazione, presentandosi, al contempo, come un oggetto di stile e rappresentante, anche, uno status sociale. Ma quando nacque? La sua storia cominciò verso la fine del XIX secolo, quando la Patek Philippe promosse i primi modelli atti alla vendita, considerati, comunque, una prerogativa femminile e che non riscossero nell’immediato una diffusione considerevole, anche perché, ai tempi, l’orologio da tasca dominava il mercato. Pochi decenni dopo, però, la storia dell’orologio da polso si incrocia con un’invenzione che avrebbe rivoluzionato il Mondo: l’aereoplano. Questo perché, Louis Cartier, lo storico orologiaio francese fondatore dell’omonima società, per fare un favore a un amico, Santos-Dumont, il quale aveva seri problemi a leggere l’ora dell’orologio mentre guidava il proprio aereo, costruì un orologio da polso adatto al gusto maschile, con cinturino in cuoio, che l’amico cominciò ad utilizzare anche quando non si trovava in volo. Cartier, conscio che questo nuovo modello avrebbe potuto rivoluzionare il mercato e le abitudini delle persone, decise, a Parigi, di costruire e mettere in vendita la propria invenzione, riscuotendo immediatamente un buon successo di vendite, che venne ad aumentare allo scoppio della guerra, quando alcuni Stati europei fornirono ai soldati e agli ufficiali, i quali trovavano oltre che scomodo anche poco conveniente, a causa della distrazione e del tempo perso, controllare l’ora su di un orologio da tasca, una serie di soldati da polso più efficienti e comodi da utilizzare. A causa del numero elevato di soldati, per la prima volta venne introdotta una produzione industriale di orologi da polso, prodotti dalle più prestigiose marche di orologeria. L’orologio divenne così un oggetto di uso comune, diffuso soprattutto negli stati sociali della piccola-media borghesia ma anche tra le persone più abbienti, i quali iniziarono, nei primi trent’anni del XIX secolo, a ricorrere sempre più spesso all’acquisto di orologi di lusso di marchi prestigiose, quali, ad esempio, Vacheron & Constatin, Rolex e Baume et Mercier. Alla fine della seconda Guerra Mondiale, negli anni ’50, il settore è colpito da notevoli innovazioni sia estetiche che meccaniche, sino a giungere, nel 1957, all’introduzione dell’Hamilton Electric 500, il primo modello a batteria, seguito, da lì a poco, dal primo orologio al quarzo, inventato nel 1962 ma inserito nel commercio solo nel 1969 dalla Seiko. Da lì a poco vennero introdotti altri sistemi per sostituire la batteria, come ad esempio l’energia solare o la carica a movimento oscillante e nel corso degli anni ’70 invasero il mercato gli orologi digitali, cui pioniere fu il Pulsar, sviluppato dall Hamilton e l’Electro Data nel 1972. Questi orologi, pur essendo presenti nel mercato tutt’oggi, non hanno mai riscosso quel successo che ci si attendeva, anche perché, nel frattempo gli orologi meccanici hanno mantenuto un livello di vendite molto più elevato, imponendosi, di fatto, come status symbol. Negli anni ’80 infatti, nacque il marchio Swatch (Swiss Watch), che oltre a rilanciare l’orologeria svizzera, introdusse sul mercato un gran numero di orologi a basso prezzo. Nel corso degli ultimi decenni tante sono state le invenzioni e le innovazioni introdotte nel mercato degli orologi da polso, come ad esempio i modelli con radio integrata, quelli multifunzione o, più recentemente, modelli con televisione, navigazione satellitare o internet integrata, i quali, a causa del prezzo e dell’ingombro, non hanno riscosso un grande successo.
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