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ANELLI NEL TEMPO

Gli anelli sono entrati nell’uso quotidiano e nelle abitudini di ogni persona

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Ma da dove nasce l’uso di indossarlo? Qual è la storia dell’anello?

Riuscire a ripercorrerne i passi sin dalle sue origini non è impresa difficile, ma le sue origini sono talmente antiche che forse un libro intero non basterebbe.

Già nell’età del bronzo si possono trovare dei rudimentali anelli di vario tipo, soprattutto circolari, con funzioni prettamente decorative.

Successivamente, durante l’epoca dell’oro egizia, questi estesero il concetto di anello, sia dal punto di vista tecnico che di uso. Introducendo prepotentemente l’uso dell’oro come materiale di lavorazione.

In questa civiltà, comunque, il significato era prettamente diverso da quello moderno, infatti l’anello non era considerato un puro ornamento o visto come semplice espressione di legami affettivi ma ere, invece, un importante simbolo di potere, basti pensare che l’uso più comune di tale strumento era quello di timbro, o meglio di sigillo, aveva un po’ il valore che le firme hanno nella nostra società.

Infatti questi erano coronati da un marchio che veniva usato, premuto sul materiale da “timbrare” per suggellare accordi o porre “il proprio marchio” sui documenti.

Questo non toglie che l’altro uso dell’anello fosse quello di un vero e proprio ornamento dotato di proprietà magiche, venivano costruiti in vari materiali (oro, lapislazzuli, ferro, quarzo) e considerati come dei veri e propri talismani per onorare gli dei o come protezione dal male.

Gli antichi Romani, invece, credevano nella cosiddetta vena “amoris” una vena che, partendo dal dito anulare sinistro (l’anulus, cioè il dito dell’anello) collegasse direttamente il dito al cuore.

Proprio a loro si deve l’uso dell’anello,e delle fedi come massima espressione di un legame affettivo: il cerchio, cioè il simbolo dell’unione assoluta, era la forma comune ai tempi dei nostri antenati.

Ma la società romana è anche una delle prime in cui l’uso di anelli era massiccio anche a scopo puramente ornamentale.

Infatti i Romani furono tra i popoli che più contribuirono a dare una spinta alla diffusione di gioielli, sebbene questi fossero già presenti nelle antiche civiltà greche o egizie, la quantità degli ornamenti giunti a noi dall’antica Roma è impressionante ed è da ricollegarsi, soprattutto, all’epoca imperiale, quando la moda dell’anello si diffuse anche tra gli uomini.

Diademi di metallo prezioso, spille in oro e argento, anelli e bracciali in oro e pietre prezioseciondoli e pendenti in perle e smeraldo, oltre che un gran numero di anelli sono giunti dall’Urbe sino ai giorni nostri.

 

Fu poi intorno al Quattrocento che l’idea di anello come unione si diffonde sino ad arrivare al concetto di anello di fidanzamento, il materiale usato poteva essere l’oro e sempre più spesso si affacciavano su di esso un diamante o una gemma, arrivando, in sostanza, all’idea moderna di anello di unione.

Questi descritti sino ad ora (ad esclusione del sigillo egizio) sono, in fondo, gli stessi usi che perseverano quasi intatti nella società moderna, insiti nella nostra cultura e nel nostro quotidiano. 

 

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