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CRONOMETRI

La nascita del cronometro deve essere ricondotta ad una necessità fondamentale per l'orientamento durante la navigazione. Fino al 1750 circa infatti, i viaggi per mare erano problematici, poiché i naviganti non potevano determinare la loro longitudine non avendo a disposizione strumenti in grado di tenere il tempo. La latitudine invece è facilmente determinabile misurando l'altezza del Sole a mezzogiorno.

Per determinare la longitudine è necessario leggere l'ora segnata dall'orologio (che porta l'orario del punto di partenza) al mezzogiorno locale (che si determina osservando quando il Sole raggiunge la sua altezza massima). Tramite appositi almanacchi e tavole trigonometriche, è possibile per il navigatore determinare la propria longitudine con un cronometro osservando la posizione del Sole, della Luna, dei pianeti visibili o di 57 stelle visibili in ogni ora della notte.

Il problema era molto sentito e di grande rilevanza economica. All'epoca esistevano solo gli orologi a pendolo ma i movimenti della nave ne disturbavano eccessivamente il funzionamento. John Harrison elaborò un orologio basato su sistema di alberi contro-oscillanti connessi da molle, del tutto insensibili ai movimenti ed alla gravità. I suoi cronometri H1 e H3 erano basati su questo sistema ma dovevano essere sospesi ed erano comunque disturbati dalla precessione e perdevano accuratezza nei viaggi lunghi.

Harrison risolse il problema con la versione H4, un orologio di 12 cm di diametro basato su una ruota a bilanciere compensata termicamente, e vinse il premio istituito dall'ammiragliato Britannico per la risoluzione del problema della longitudine.

Questo meccanismo rimase in uso fino a quando i più precisi orologi al quarzo divennero economici.

John Harrison inventò il bilanciere ed un apposito scappamento, e per questo fu ricompensato. La tecnologia divenne proprietà dell'Ammiragliato che necessitava ora di fabbricanti. Thomas Earnshaw, John Arnold ed altri si attrezzarono per lo scopo realizzando pratici cronometri con carica a molla.

Aaron Lufkin Dennison fu il pioniere della rivoluzione nella manifattura di cronometri, sviluppando la produzione in serie con tecniche adottate successivamente in tutto il mondo. La American Hamilton Watch Co sfruttò la produzione in serie per rifornire di cronometri la marina degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.

Oggigiorno gli orologi al quarzo e gli orologi atomici hanno reso obsoleti i cronometri meccanici per la tenuta del tempo standard negli usi industriali e scientifici.

La produzione di cronometri meccanici però continua, grazie anche alla produzione a basso costo, ed ogni anno vengono prodotti, solo in Svizzera, oltre un milione di cronometri certificati. Si tratta in gran parte di orologi da polso meccanici con bilanciere a molla, individualmente numerati. Per aumentare l'efficienza di un orologio di precisione si usa per realizzare i cuscinetti degli ingranaggi il rubino (oggi prevalentemente artificiale), che è molto resistente e durevole, ed offre una resistenza meglio definita. Spesso negli orologi è specificato il numero di rubini impiegati come indice di qualità.

 

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