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BASALTO

Il basalto è una roccia effusiva di origine vulcanica, di colore scuro o nero con un contenuto di silice (SiO2) relativamente basso (minore del 50% solitamente). Il basalto è formato principalmente da plagioclasio calcico e pirosseni, alcuni basalti possono essere anche ricchi in olivina. Il corrispondente intrusivo del basalto è il gabbro. Il basalto può presentarsi con aspetto che va da porfirico a microcristallino a vetroso. Esso proviene da un magma solidificatosi velocemente a contatto dell'aria o dell'acqua ed è la principale roccia costituente la parte superiore della crosta oceanica. I magmi basaltici si formano per fusione da decompressione del mantello terrestre.

I basalti sono normalmente ricchi in MgO e in CaO, mentre sono poveri in SiO2, Na2O e K2O rispetto alle altre rocce magmatiche. La sua composizione media è di:

* SiO2 - 45-55 %
* Al2O3 - 14 %
* CaO - 10%
* FeO - 5-14 %
* MgO - 5-12%
* alcali - 2-6 %
* TiO2 - 0,5-2 %

Le varie tipologie di basalto possono essere rappresentate, con buona approssimazione, nel tetraedro basaltico[1]. In questo grafico i basalti vengono classificati in base ai minerali che contengono e la divisione fra le varie categorie viene operata dai piani di saturazione e sottosaturazione. Il piano di sottosaturazione, con vertici Di-Ab-Fo e una barriera termica che, in qualunque condizione di pressione, suddivide i basalti in due gruppi che avranno evoluzione diverse, tendendo a differenziarsi sempre di più. Il piano di saturazione, con vertici Di-Ab-En invece è una barriera termica solo a basse pressioni, è quindi possibile che un olivinbasalto evolva trasformandosi in un basalto tholeitico. Le tre tipologie di basalto sono quindi:

* Basalto Tholeitico, è il basalto delle dorsali oceaniche(MORB), costituisce quindi buona parte dei fondali oceanici, è quarzo-normativo e la sua evoluzione porterà a prodotti sempre più sovrassaturi.
* Olivinbasalto, è un basalto intermedio e ricco di olivina. La sua evoluzione può portare sia a prodotti saturi che sovrassaturi.
* Basanite, è un basalto nefelin-normativo, e la sua evoluzione porterà a prodotti sempre più sottosaturi.

La forma, la struttura e la tessitura di un basalto possono indicarci come e dove è stato eruttato.

Il basalto eruttato in condizioni di aria aperta (condizioni subaeree) può formare tre tipi di lava o depositi vulcanici: scorie, polveri o ceneri, brecce o colate laviche.

Il basalto, nella maggior parte dei flussi lavici e dei coni di cenere, si presenta vescicolato, ossia con un aspetto "schiumoso" ed una densità ridotta. I coni basaltici si presentano, inoltre, di colore rosso, a causa del alterazione meteorica dei pirosseni, minerali ricchi in ferro la cui ossidazione causa il colore rosso.

Le eruzioni basaltiche possono produrre colate laviche di tipo 'AA', e di tipo 'Pahoehoe', e possono formare laghi di lava e tunnel di lava. Tufo basaltico o rocce piroclastiche basaltiche sono più rare, in quanto normalmente il basalto è troppo caldo e fluido per consentire lo sviluppo di pressioni tali da causare eruzioni esplosive, anche se occasionalmente il basalto può rimanere intrappolato nel condotto vulcanico ed accumulare pressione nei gas vulcanici. Nel XIX secolo il Mauna Loa ha eruttato in questo modo, così come il Mount Tarawera, nella sua violenta eruzione del 1886. Un altro esempio è il Diamond Head Tuff, eruttato 200.000 anni fa.
Giunti colonnari del Selciato del gigante, Irlanda.

Durante il raffreddamento di una colata lavica spessa si formano giunti e fratture. Se la colata tende a raffreddarsi rapidamente interverranno delle forze che tenderanno a farla contrarre in modo significativo. Mentre verticalmente il flusso può abbassarsi dissipando le forze, orizzontalmente non riesce a smaltirle e tende a fratturarsi. Le fratture estensive che si sono così formate danno quell'aspetto colonnare, il cui diametro dipende principalmente dalla velocità di raffreddamento (maggiore velocità causa un minor diametro). La forma delle fratture tende ad essere esagonale e potrà dare, come nel caso del Selciato del gigante in Irlanda, l'aspetto di un selciato costruito dall'uomo.

In Italia sono presenti diversi affioramenti di basalti colonnari. Sono di notevole effetto quelle dell'Etna, che a seconda del banco di potenza, possono raggiungere lunghezze notevoli. Un fascino particolare lo destano i basalti colonnari delle Gole dell'Alcantara in provincia di Messina, ove scorre l'omonimo fiume, levigati dall'acqua che vi scorre in strette e profonde gole da formare nel tempo un'incantevole scenario. In Sardegna sono molto interessanti le strutture a canne d'organo del "Cuccur'e Zeppara", situate nel centro urbano del comune di Guspini. Altri basalti colonnari si trovano in Veneto nell'area dei Colli Euganei, a Gambellara.

Il basalto Etneo viene utilizzato in svariati modi,sia per elementi architettonici che per pavimentazioni o rivestimenti vari. Non è raro l'uso per sculture o monumenti.


Quando un basalto è eruttato in condizioni subacquee (ad esempio nelle dorsali oceaniche) l'acqua raffredderà rapidamente la superficie della lava e causerà la formazione delle tipiche strutture a "pillow" (cuscino). I pillow tipicamente hanno un interno a grana molto fine e una crosta vetrificata, presentano inoltre una fratturazione radiale. Le loro dimensioni variano da circa 10 cm fino a qualche metro.

Il basalto è la roccia tipica delle provincie magmatiche più grandi, come il plateaux del Deccan in India, il Plateaux del Paraná in Brasile, il Plateaux dell'Oregon negli Stati Uniti. Il basalto e presente anche in altri grandi accumuli, come in Islanda, la provincia del Karoo in Sudafrica e le isole Hawaii.

Il basalto si trova inoltre in tutti i fondali oceanici e nelle sequenze ofiolitiche.
Usi

* Cubetti varie misure per pavimenti e rivestimenti
* Lastre di vario spessore
* Gradini e sottogradini
* Cigli
* Bollettonati
* Arredo urbano
* Camini
* Statue
* Fibre

 

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